Maternità e Sesso
Studio psicoanalitico e psicosomatico
Marie Langer
Maternità e sesso, uscito nel 1951 in Argentina, è stato il primo testo di Marie Langer ad essere pubblicato in Italia nel 1981 e si colloca all’interno della lunga ricerca che le psicoanaliste don- ne hanno intrapreso per rispondere alla domanda di Freud che abbiamo messo in esergo. Se il merito di Freud è stato quello di intraprendere questa ricerca, è anche vero che le conclusioni a cui egli giunge, ci appaiono oggi alquanto riduttive. In fondo, come la stessa Langer ricorda, egli riduce la donna a un uomo castrato, auspicando che siano le colleghe donne a dire la parola ulteriore in un campo in cui egli riconosceva i suoi limiti.
Nella sua autobiografia1, Langer dedica il testo “... a tutte queste giovani donne2, e non solo a loro...”, con le quali ha continuato il suo dialogo serrato sulla psicoanalisi del femminile ed è proprio grazie ad una di queste, Maria Elena Petrilli, che Marie Langer e il suo pensiero sono approdati in Italia. È stata Petrilli, giovane psicoterapeuta, allieva ed amica di Langer in Argentina, a mettere in collegamento Langer con Basaglia e ad iniziare un confronto che vedeva la nostra autrice argentina arrivare quasi annualmente dal Messico a Venezia, a casa di Petrilli, per tessere i suoi rapporti con l’Italia e con l’Europa.
Questo dialogo serrato è alla base della traduzione di Gilberto Sacer- doti di Maternità e sesso e della sua prima pubblicazione in Italia, intro- dotto da un’intervista all’autrice fatta proprio da Maria Elena Petrilli.
Cambiamenti possibili nei servizi sociosanitari
Franca Olivetti Manoukian
Guerini editore 2015
Quando i punti d'appoggio della vita psichica s'incrinano, insieme alle civilizzazioni e le culture che la sostengono, per vivere è necessario sperare ragionevolmente nelle nostre capacità creative. (Renè Kaes)
Nella copertina di Oltre la crisi colpisce subito il sottotitolo “Cambiamenti possibili nei servizi”. Crea una scordatura, come direbbe Renè Kaes, avvertire questa voce dissonante nell'insieme di lamentele, disperazioni e rassegnazioni che vengono proclamate dagli operatori dei servizi sociali e sociosanitari. Nessuno pare credere che un cambiamento sia possibile. Il coro che proviene, monotono ed incessante, da chi opera all'interno delle istituzioni sociali ha un unica cupa nota che è ferma sulla tonalità della stanchezza sfiduciata.
Il Banco Vuoto
Scuola e leggi razziali, Venezia 1938-45.
Maria Teresa Sega
Nuova edizione, Verona, 2019
Che cosa si prova ad essere 'diversi'? Additati per strada, dileggiati con sputi ed insulti? (pag 11)
Un libro corale. Un testo nel quale le voci di tanti bambini creano una intensa trama emotiva. Un elegante volume che ci permette di ascoltare il racconto di quel lontano passato dove, un giorno qualsiasi, gli alunni ebrei furono scacciati da scuola.
Una bambina senza stella
Le risorse segrete dell'infanzia per superare le difficoltà della vita
di Silvia Vegetti Finzi
Ed. Rizzoli, 2015
Emozioni, affetti, trepidazioni, gioie e riflessioni connotano, pagina dopo pagina, un testo che riesce a tenere con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina. Una bambina senza stella diviene così una “stella cometa” che ci indica la strada per raggiungere gli stati d'animo dell'infanzia costringendoci ad immedesimarci nella piccola protagonista mentre si dispera, gioca, dorme, osserva, piange, chiede, incontra, lascia, rinuncia... Siamo pertanto trascinati dentro al suo mondo popolato di paure, disorientamenti, confusioni e dolori. Siamo però anche affascinati dal suo carattere indocile, forte, tenace, tenero e curioso.
E la bambina, pur vivendo esperienze difficili come quella di essere separata a pochi mesi dalla sua famiglia, di vedere la sua mamma per la prima volta a cinque anni, di incontrare un fratello mai visto, di venir discriminata in quanto ebrea, di vivere sballottata in pochi anni da una residenza a un'altra, di scoprire che le è padre un uomo a lei sconosciuto, resiste, cresce, sogna, ama, spera. Scopre la morte. Vive.
Il Tappeto Afghano
Gholam Najafi
Là fuori
al di là delle idee di falso e giusto
c'è un vasto campo:
come vorrei incontrarvi là.
Quando colui che cerca raggiunge
quel campo
si stende e si rilassa:
là non esiste credere o non credere.
(Rumi)
Siamo in Afghanistan, terra martoriata da troppe guerre. Alloggiamo tra i monti e nelle contrade di questo splendido Paese. Leggendo il testo, non essendo mai stata in Afghanistan, me lo sono immaginato simile all'Iran, ai villaggi che lì ho visitato, ma ancora più brullo, impervio e con piccolissimi agglomerati di case di fango o poco più.
Qualcosa che a noi occidentali fa incantare.
Quando Manca l'applauso
Come aiutare i nostri figli ad affrontare l'insuccesso
di Roberto Gilardi
Le Comete Franco Angeli, 2015
Un libro o tanti testi in uno. Questo volume infatti raccoglie al suo interno più linguaggi. È quindi un trattato che si muove tra la scrittura narrativa, autobiografica, saggistica, scenografica, fumettistica. Ma anche le tonalità emotive si muovono su più registri. Leggiamo parole sagge, ironiche, satiriche, riflessive, introspettive.Roberto Gilardi in questo poliedrico esprimersi, con l'abilità dell'equilibrista, tiene la rotta portando il lettore dentro al problema dell'insuccesso e a come affrontarlo e farlo affrontare. Egli guarda allora il tema del vincere e perdere con una sonda che sa rilevare cosa sta nel sottosuolo emotivo di genitori e figli. Si parte allora dalla superficie e si scende in profondità. Ed ecco un altro movimento del testo che, di capitolo in capitolo, induce ad analizzare gli atteggiamenti dei ragazzi e gli stati d'animo degli adulti. “Quando manca l'applauso” è dunque una “sinfonia” di parole. Un'armonia complessa, articolata, ricca di tonalità allegre e di melodie lente. L'Autore però ci rammenta più e più volte il tema centrale dicendoci che il problema è complesso, le soluzioni non sono facili, le risposte vanno cercare con pazienza e con dedizione.
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